L’azione globale per la lotta ai cambiamenti climatici

L’incremento delle emissioni di gas serra, provocato dall’attività dell’uomo, sta causando un aumento della temperatura media globale: se la temperatura  dovesse continuare ad aumentare al ritmo attuale andrebbe a determinare una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi (tempeste, uragani, inondazioni, siccità, incendi) un aumento del livello di oceani e mari a causa dello scioglimento dei ghiacciai e cambiamenti irreversibili degli ecosistemi terrestri con maggiori rischi di estinzione per un ampio numero di specie.

Nel dicembre 2015 la COP21 di Parigi (l’annuale Conferenza Onu sul Clima) ha prodotto l’atteso accordo sui cambiamenti climatici che fornisce un quadro concreto e credibile per perseguire la strada della decarbonizzazione.

L’accordo prevede:

  • obiettivi globali a lungo termine chiari e ambiziosi per affrontare i cambiamenti climatici; un quadro di governance trasparente che fornirà agli investitori la necessaria visibilità sugli obiettivi nazionali e sulle politiche pianificate per sostenerli 
  • una Climate Finance rafforzata attraverso il rinnovato impegno a favore sia dei finanziamenti top-down tipicamente governativi, sia di strumenti di tipo bottom up come i mercati del carbonio.

L’attenzione ai cambiamenti climatici sta trovando un supporto sempre più convinto:  negli ultimi anni sono aumentati i soggetti che si sentono direttamente coinvolti e che  desiderano offrire il proprio contributo apportando nuove idee e azioni che possano aiutare i policy maker.

Temi quali la qualità dell’aria, la gestione delle foreste, il carbon pricing, fino a ieri gestiti in maniera molto circoscritta, vengono oggi affrontati come elementi imprescindibili e inseparabili di un quadro integrato.

Ne sono una prova i numerosi vertici sul clima che vengono organizzati durante tutto l’anno dai diversi stakeholder in diverse aree del pianeta, attraverso i quali si punta a dare impulso ai Governi all’interno del processo negoziale delle Nazioni Unite.

Nel dicembre del 2018 la COP 24 di Katowice ha approvato le attese Regole Attuative dell’Accordo di Parigi  (“Paris Rulebook”).

Il risultato attesta la volontà dei governi di andare avanti nonostante le incertezze del ciclo economico e le dinamiche geopolitiche difficili.

Il testo finale contiene indicazioni molto positive sulle azioni che saranno intraprese dai governi, per aumentare la visibilità politica di medio-lungo termine e la stabilità regolatoria per gli investimenti;  

relativamente all’ambizione degli obiettivi nazionali, che determina la velocità di decarbonizzazione dei sistemi energetici, i risultati sono, però,  deludenti.

L’accordo raggiunto risulta anche poco soddisfacente sulla Climate Finance che dovrebbe supportare gli investimenti necessari per la transizione energetica e la riduzione delle emissioni nei settori non energetici. Sul tema dell’ambizione e della Climate Finance il negoziato proseguirà in vista del prossimo UN Climate Summit convocato per la seconda metà del 2019 dal Segretario Generale dell’ONU António Guterres.

Per le rimanenti ulteriori regole tecniche, invece, i lavori continueranno in vista della prossima COP25 che si terrà a Santiago del Cile.

Gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 rappresentano una grande sfida in cui il settore energia è pronto a dare il proprio contributo di capacità di investimento ed innovazione.

In questo scenario così articolato,  Enel è impegnata a fornire il proprio supporto a un’attuazione rapida ed efficiente della transazione energetica puntando sulla sua fondamentale vocazione di azienda sostenibile.

Enel sta portando avanti la sua Energy Transition Roadmap fornendo il proprio sostegno a Paesi caratterizzati da differenti driver e aspettative con una sempre maggiore attenzione verso temi quali la crescita della domanda energetica, la decarbonizzazione, l’urbanizzazione, l’elettrificazione e una maggiore sostenibilità..

Una forte penetrazione delle energie rinnovabili, l’importante ruolo dell’elettrificazione in tutti i settori (industria, residenziale e trasporti) e della digitalizzazione (big data, demand & response) rappresentano le principali leve con cui Enel si è attivata. Il tutto prestando una forte attenzione alla dimensione sociale nel pieno spirito di collaborazione lanciato dall’Accordo di Parigi.

Il Piano prevede di utilizzare per il fotovoltaico in via prioritaria le superfici su aree edificate, ma prende atto del fatto che saranno necessarie anche superfici agricole a oggi improduttive o inutilizzate.

Inoltre, fondamentali sono gli interventi di revamping e repowering che consentiranno di incrementare la produzione green, minimizzando costi e uso del territorio.

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