ACCISE IN BOLLETTA: COSA STAI PAGANDO DAVVERO?

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Ci sono numerose accise in bolletta che non sono sufficientemente chiare.

La Voice and Services, in linea con Enel Energia, promuove da sempre una grande trasparenza nei costi e nei consumi. Ecco perché vogliamo spiegare ai nostri clienti cosa stanno pagando davvero.

Con la legge di stabilità del 2016, è stato decretato che il canone Rai venga addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica. Nel 2019, infatti, da gennaio a ottobre la bolletta ha subito dei rincari proprio per l’addizione del canone Rai, per un totale di 90 euro. Il Canone RAI è un’imposta sulla detenzione di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive” ed è solo l’ultimo degli addebiti aggiunti alla bolletta dell’energia, non certo l’unico.
Avevamo già parlato qui delle voci di costo che compongono la bolletta dell’energia elettrica, ma quali sono, nello specifico, i costi per gli oneri di sistema?

Questa voce, infatti, costa di accise diverse tra loro che, a partire dal 1° gennaio 2018, sono state semplificate e raggruppate in due diverse sigle A sos e A rim, rispettivamente oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e rimanenti oneri generali.
Mentre la prima fa riferimento a tutti gli oneri legati all’energia rinnovabile (anche gli incentivi all’installazione), la seconda racchiude altre accise, che toccano più punti dell’evoluzione del mondo dell’energia.

Nello specifico, si parla di almeno di cinque diverse accise:

 

  1. Gli oneri nucleari

Si tratta delle spese legate allo smaltimento delle centrali nucleari, ufficialmente dismesse nel 1990. La storia del nucleare in Italia è stata piuttosto breve e ha contato sull’effettivo funzionamento di quattro centrali, tutte monoreattore. L’avventura nucleare ha avuto inizio ufficialmente nel 1963 e si è conclusa, con la dismissione dell’ultima centrale, nel 1990. Nel mezzo, vi sono stati tre diversi referendum popolari e numerose polemiche, in seguito soprattutto agli incidenti prima di Three Mile Island, negli States, e poi di Chernobyl. Il dibattito sulla ri-introduzione dell’energia nucleare è stato riaperto nei primi anni 2000, fino a chiudersi definitivamente nel 2011 con un referendum abrogativo. Oggi, le ex centrali nucleari hanno preso a ricoprire nuovi ruoli, ma continuiamo a pagare accise sul loro smantellamento. Una parte degli introiti è destinata anche al bilancio dello Stato.

 

2. Agevolazioni per le ferrovie

Le linee ferroviarie italiane usufruiscono di una tariffa agevolata che risale al 1962, quando sulla spinta della nazionalizzazione dell’energia elettrica, Enel acquisì numerose linee appartenenti alle Ferrovie, per poter capillarizzare l’energia. Nel corso degli anni, la situazione è cambiata, ma le tariffe agevolate per le Ferrovie sono rimaste immutate. Per sopperire a questa spesa, tra gli oneri di sistemi figura anche questa voce di pagamento. Il peso delle tariffe agevolate per le Ferrovie, ricade su tutti gli utenti.

 

3. Finanziamento alla Ricerca di sistema

Sulla bolletta di ogni singolo utente viene addebitato un importo che sarà poi destinato alla Ricerca sulle aree di interesse per il sistema elettrico nazionale, nell’ottica di un efficientamento delle risorse e a beneficio dei consumatori. I risultati della ricerca sono pubblici. 

 

4. Agevolazione alle industrie

Si tratta di una componente che va in favore delle industrie manifatturiere che lavorano in media e alta tensione e che richiedono un alto consumo di energia. Tali industrie, infatti, usufruiscono di agevolazioni, la cui spesa viene ripartita tra tutti gli utenti.

 

5. Oneri per il bonus elettrico

Il bonus elettrico è una misura attuata per le famiglie in condizioni di disagio, che comporta un notevole risparmio sulle spese dell’energia elettrica. Gli oneri di questa spesa vengono poi spalmati nelle bollette di tutti gli utenti.

 

Attenzione alle bufale!

In molti credono e continuano a diffondere la falsa notizia secondo cui le bollette non saldate dei morosi siano suddivise tra gli utenti regolari pagatori. Non è affatto così.
Come abbiamo visto, gli oneri di sistema racchiudono diverse accise, ma niente a che fare con il recupero crediti.

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